ssd, trim, e raspbian Italiano
Buongiorno. Raccattando informazioni qui e li, dopo aver già installato raspbian con lo stesso metodo della sd su un ssd, cerco ora di capire come poter rimpiazzare la partizione boot in vfat convertendola in ext4. E' possibile? O in alternativa, come fare per installare ex-novo, partendo dalla sd, tutto raspbian sul ssd? Ho letto https://wiki.debian.org/it/chroot prima e https://wiki.debian.org/it/Debootstrap poi, ma nessuno mi ripporta a come poter poi rendere il disco di boot. Qualche aiuto, link specifico o altro è ben accetto. Paride -- http://keys.gnupg.net/pks/lookup?op=get&search=0xCC6CA35C690431D3 Chi e' pronto a rinunciare alle proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza.(Benjamin Franklin - dalla Risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755)
On 13/07/19 12:46, Paride Desimone wrote: > dopo aver già installato raspbian mi spiace non so cosa sia raspbian > rimpiazzare la partizione boot in vfat convertendola in ext4. non penso sia possibile fare una cosa del genere. Puoi manualmente fare un riseze della partizione vfat al minimo, in modo da liberare spazio, con lo spazio liberato crei una ext4 e poi ci copi i dati da vfat a ext4 (se non ci stanno tutti ripeti il processo fino a quando li hai spostati tutti). A questo punto elimini vfat ed allarghi ext4 ad occupare tutto lo spazio disponibile. Per fare questo puoi usare gparted se vuoi qualcosa di grafico e più "semplice" da utilizzare. > Ho letto > https://wiki.debian.org/it/chroot prima e > https://wiki.debian.org/it/Debootstrap poi, ma nessuno mi ripporta a > come poter poi rendere il disco di boot. questi sono quelli che ora sono chiamati container[¹] o meglio sono gli "antenati" dei container attuali (antenati nel senso che sono in uso da molti più anni, ma ancora usati; i "nuovi" container offrono delle "funzionalità" aggiuntive/diverse rispetto a questi). Per il loro scopo non è previsto farli diventare disco di boot del sistema. Il loro scopo è di avere un contenitore all'interno del sistema operativo che gira sulla macchina dei contenitori entro cui girano delle applicazioni e avere ogni contenitore più o meno isolato rispetto agli altri contenitori e al sistema operativo reale presente sulla macchina. Ciao Davide [¹] https://en.wikipedia.org/wiki/Container_(virtualization) -- Dizionari: http://linguistico.sourceforge.net/wiki Sistema operativo: http://www.debian.org GNU/Linux User: 302090: http://counter.li.org Non autorizzo la memorizzazione del mio indirizzo su outlook
Il 13/07/19 17:55, Davide Prina ha scritto: > On 13/07/19 12:46, Paride Desimone wrote: >> dopo aver già installato raspbian > > mi spiace non so cosa sia raspbian ciao, semplicemente raspberry-debian, una distribuzione per raspberry basata su debian. ho provato anch'io ad usare un disco fisso per il sistema, ma non ho approfondito la possibilità che cerchi. valerio
Ciao On Sat, Jul 13, 2019 at 05:55:09PM +0200, Davide Prina wrote: > On 13/07/19 12:46, Paride Desimone wrote: > > dopo aver già installato raspbian > > mi spiace non so cosa sia raspbian Non è Debian. È una cosa derivata da Debian, a cui hanno dato un nome forviante per fare intendere che... ma non lo è. All'epoca ricco di blob e firmware proprietari, altrimenti il Lampone π non funziona, non essendo Hardware aperto e libero. > > rimpiazzare la partizione boot in vfat convertendola in ext4. > > non penso sia possibile fare una cosa del genere. La partizione EFI è vfat per ragioni[¹] che non dipendono dal lampone, pertanto non è modificabile a prescindere. [¹] https://en.wikipedia.org/wiki/EFI_system_partition > Puoi manualmente fare un riseze della partizione vfat al minimo, in > modo da liberare spazio, con lo spazio liberato crei una ext4 e poi ci > copi i dati da vfat a ext4 (se non ci stanno tutti ripeti il processo > fino a quando li hai spostati tutti). A questo punto elimini vfat ed > allarghi ext4 ad occupare tutto lo spazio disponibile. > > Per fare questo puoi usare gparted se vuoi qualcosa di grafico e più > "semplice" da utilizzare. > > > Ho letto https://wiki.debian.org/it/chroot prima e > > https://wiki.debian.org/it/Debootstrap poi, ma nessuno mi ripporta > > a come poter poi rendere il disco di boot. > > questi sono quelli che ora sono chiamati container[¹] o meglio sono > gli "antenati" dei container attuali (antenati nel senso che sono in > uso da molti più anni, ma ancora usati; i "nuovi" container offrono > delle "funzionalità" aggiuntive/diverse rispetto a questi). > Per il loro scopo non è previsto farli diventare disco di boot del > sistema. Il loro scopo è di avere un contenitore all'interno del > sistema operativo che gira sulla macchina dei contenitori entro cui > girano delle applicazioni e avere ogni contenitore più o meno isolato > rispetto agli altri contenitori e al sistema operativo reale presente > sulla macchina. > > Ciao > Davide > > [¹] > https://en.wikipedia.org/wiki/Container_(virtualization) > > -- > Dizionari: http://linguistico.sourceforge.net/wiki > Sistema operativo: http://www.debian.org > GNU/Linux User: 302090: http://counter.li.org > Non autorizzo la memorizzazione del mio indirizzo su outlook Saluti -- Felipe Salvador
Il 2019-07-13 17:55 Davide Prina ha scritto: > Per il loro scopo non è previsto farli diventare disco di boot del > sistema. Il loro scopo è di avere un contenitore all'interno del > sistema operativo che gira sulla macchina dei contenitori entro cui > girano delle applicazioni e avere ogni contenitore più o meno isolato > rispetto agli altri contenitori e al sistema operativo reale presente > sulla macchina. Si, ma potento interagire con l'os in chroot, posso poi aggiornare tutto il sistema ed alla fine crearmi la mia bella debian funzionante lavorando su grub e spostando poi tutto fuori dal chroot. Ricordo ancora che all'epoca di, se non ricordo male woody, feci cosi' per passare da mandrake a debian. Paride -- http://keys.gnupg.net/pks/lookup?op=get&search=0xCC6CA35C690431D3 Chi e' pronto a rinunciare alle proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza.(Benjamin Franklin - dalla Risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755)
Il 2019-07-13 19:37 valerio ha scritto: > ho provato anch'io ad usare un disco fisso per il sistema, ma non ho > approfondito la possibilità che cerchi. Ho approfondito la cosa, ed è fattibilissimo, però, e c'è un però, gli hdd sata sono da prendere con le pinze, perché bisogna necessariamente trovare il chip usb dell'adattatore sata, che supporti il trim, altrimenti adios disco in breve tempo. Sto rimandando indietro l'adattatore preso da amazon, perché dopo averci perso la testa fino a questa mattina alle 3, ho visto che non supporta il trim. Paride -- http://keys.gnupg.net/pks/lookup?op=get&search=0xCC6CA35C690431D3 Chi e' pronto a rinunciare alle proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza.(Benjamin Franklin - dalla Risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755)
Il 2019-07-13 19:53 Felipe Salvador ha scritto: > Non è Debian. È una cosa derivata da Debian, a cui hanno dato un nome > forviante per fare intendere che... ma non lo è. In effetti ho approfondito dopo aver letto la tua mail. Sai che credevo fosse un port di debian ufficiale? > > All'epoca ricco di blob e firmware proprietari, altrimenti il > Lampone π non funziona, non essendo Hardware aperto e libero. > Eh, se dobbiamo stare all'hardware aperto e libero come vuole rms, dovremmo stare con macchine fuori dal mondo. Considera che nemmeno ora, a più di 10 anni dall'uscita di produzione del mio asus f3ja, ci sono driver completamente open. E per dirla tutta rms, non considera debian una distribuzione completamente libera, quindi figuriamoci tutto l'hardware. Senza considerare che sono davvero poche le macchine che hanno la possibilità di farci girare un firmware libero. Purtroppo questa è la dura realtà con cui scontrarsi giornalmente. Paride -- http://keys.gnupg.net/pks/lookup?op=get&search=0xCC6CA35C690431D3 Chi e' pronto a rinunciare alle proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza.(Benjamin Franklin - dalla Risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755)
On Sun, Jul 14, 2019 at 08:10:54PM +0200, Paride Desimone wrote: > Eh, se dobbiamo stare all'hardware aperto e libero come vuole rms, > dovremmo stare con macchine fuori dal mondo. > Considera che nemmeno ora, a più di 10 anni dall'uscita di produzione > del mio asus f3ja, ci sono driver completamente open. E per dirla > tutta rms, non considera debian una distribuzione completamente > libera, quindi figuriamoci tutto l'hardware. Senza considerare che > sono davvero poche le macchine che hanno la possibilità di farci > girare un firmware libero. Purtroppo questa è la dura realtà con cui > scontrarsi giornalmente. > > Paride Ciao, non dobbiamo, nessuno deve, è una scelta. In tal senso a qualcuno[¹] potrebbe fare comodo sapere che il raspberry PI non è libero. L'hardware aperto non lo "vuole rms", lui è uno di tanti. Riferirsi esclusivamente a lui quando si parla di questi argomenti non aiuta a capire che ci sono molte persone, legate a movimenti e non, dietro questa idea. > Eh, se dobbiamo stare all'hardware aperto e libero come vuole rms, > dovremmo stare con macchine fuori dal mondo. Falso, nel caso dei SBC ci sono diversi esempi di hardware aperto ma comincia a muoversi qualcosa anche in altri ambiti, laptop, pc, smart phone etc etc. Non è un trend, anzi, ma è qualcosa. > -- > http://keys.gnupg.net/pks/lookup?op=get&search=0xCC6CA35C690431D3 > > Chi e' pronto a rinunciare alle proprie liberta' fondamentali per > comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' > ne' la sicurezza.(Benjamin Franklin - dalla Risposta al Governatore, > Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755) [¹] fra questi ci saresti potuto essere te. Saluti -- Felipe Salvador
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